La mostra

«Se le tue foto non sono abbastanza buone, non sei abbastanza vicino»
Robert Capa

La mostra è dedicata alla figura di spicco del fotogiornalismo del XX secolo e presenta oltre 100 fotografie in bianco e nero, che il fotografo, fondatore di Magnum Photos nel 1947 insieme a Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David “Chim” Seymour e William Vandivert, ha scattato dal 1936 al 1954, anno della sua morte in Indocina, per una mina anti-uomo.

Eliminando le barriere tra fotografo e soggetto, le sue opere raccontano la sofferenza, la miseria, il caos e la crudeltà della guerra. Gli scatti, divenuti iconici – basti pensare alle uniche fotografie (professionali) dello sbarco in Normandia delle truppe americane, il 6 giugno 1944 – ritraggono cinque grandi conflitti mondiali del XX secolo, di cui Capa è stato testimone oculare.

La rassegna è articolata in 13 sezioni e si conclude con una novità inedita: la sezione "Gerda Taro e Robert Capa" un cammeo di tre scatti: un ritratto di Robert, un ritratto di Gerda scattato da Robert e un loro “doppio ritratto”, un modo per portare in mostra la loro vicenda umana e la loro relazione.

 

Il fotografo

Robert Capa (Budapest, 22 ottobre 1913 -Thai Binh, Indocina, 25 maggio 1954), è lo pseudonimo di Endre Friedmann, inventato nel 1936 insieme alla compagna Gerda Taro. In giovane età abbandona la terra natale a causa del proprio coinvolgimento nelle proteste contro il governo di estrema destra e va a vivere in Germania. L'ambizione originaria di Capa è di diventare uno scrittore, ma l'impiego presso uno studio fotografico a Berlino lo avvicina al mondo della fotografia, dove collabora con l'agenzia fotogiornalistica Dephot sotto l'influenza di Simon Guttmann. Da loro riceve il suo primo incarico a Copenhagen nel 1932 per la conferenza di Trotskji. Nel 1933 lascia la Germania alla volta della Francia a causa dell'avvento del nazismo (Capa era di origini ebraiche), ma in Francia incontra difficoltà nel trovare lavoro come fotografo freelance. Dal 1936 al 1939 si trova in Spagna, dove documenta gli orrori della guerra civile, insieme alla sua giovane compagna Gerda Taro, a cui è dedicato “La ragazza con la Leica” il romanzo di Helena Janeczek, recente vincitrice del Premio Strega. Un po' per sfida, un po' per opportunità, i due “inventano” il personaggio “Robert Capa”, un fantomatico celebre fotografo americano giunto a Parigi per lavorare in Europa. Grazie a questo curioso espediente la coppia moltiplica le proprie commesse. All'inizio, in effetti, il marchio "Capa-Taro" fu usato indistintamente da entrambi i fotografi. Successivamente i due divisero la 'ragione sociale' – CAPA - e Endre Friedman adottò definitivamente lo pseudonimo Robert Capa per sé. Gerda morirà sotto i cingoli di un carro armato a soli 27 anni.

Capa sarà poi in Cina per la resistenza contro l’invasione giapponese nel 1938. Dopo alcuni mesi a Londra, nel 1943 viene inviato in Nord Africa e poi segue lo sbarco degli alleati in Sicilia. In mostra è esposta una ampia selezione delle foto scattate nell’isola e poi risalendo fino a Napoli e Cassino.

Capa seguì poi lo sbarco in Normandia nel famoso D-Day, da lui straordinariamente documentato. La mostra presenta poi la liberazione di Parigi nel 1944, l’invasione della Germania nel 1945, il viaggio in Unione Sovietica nel 1947, la fondazione ufficiale dello stato di Israele nel 1948 e infine il suo ultimo incarico in Indocina nel 1954, anno della sua morte per una mina anti-uomo.

 


Credits: @ALESSIO BALLERINI


Credits: @ALESSIO BALLERINI

La sede

Chiamato da Papa Clemente XII per ridisegnare il profilo e migliorare le funzioni del porto di Ancona, Luigi Vanvitelli inizia nel 1732 il Lazzaretto della città, una struttura che vedeva abbinate le funzioni sanitaria e difensiva, costruendo in tutto e per tutto un’isola artificiale. Nel novembre del 1736 l’isola è pronta, e l’anno dopo inizia a svolgere la funzione di magazzino mentre proseguono i lavori. Nel maggio del 1738 il perimetro è compiuto, e l’intero edificio viene consegnato, ultimato, il 13 febbraio del 1743.

La sua funzione, in quei tempi, era principalmente sanitaria: le merci e le persone sono ospitate al suo interno e iniziano a popolarlo con gran vivacità, fino a che, gradualmente nel corso del XIX secolo, non prevale la funzione militare e difensiva dell’edificio che nel 1860 è al centro della battaglia per la presa di Ancona.

Dopo quella data, il Lazzaretto viene affidato al Comune di Ancona e si trasforma in magazzino, funzione per la quale subisce numerose modifiche specie nelle proporzioni delle stanze e delle porte. Ma non è finita, perché nel 1884 una nuova funzione impegna l’edificio, quella di raffineria degli zuccheri: sorgono le ciminiere all’interno della corte e con il passare del tempo, anche a seguito della crisi che segue il primo conflitto mondiale, il Comune ipotizza la vendita a privati come edificio industriale (metallurgia, container…). Alla fine però, nel 1927, si opta per la vendita al Demanio dello Stato e tra il 1940 e il 1955 il Lazzaretto è, prima, magazzino dell’esercito e, poi, Magazzino dei Tabacchi Greggi. Arrivano quindi ulteriori modifiche, interventi strutturali, ridimensionamenti cui La Mole fa fronte con una personalità capace di garantirne il carisma architettonico. Dagli anni Cinquanta al 1990 vengono apportate numerose modifiche alla struttura, soprattutto al fine di aumentare la capacità di immagazzinamento fino a che, meglio tardi che mai, nel 1989 l’edificio è affidato alle mani della Soprintendenza che avvia un iter di restauro con l’intento di recuperarne le linee e gli intenti principali. Poco dopo, il Lazzaretto è acquisito dal Comune di Ancona (1990) che negli anni, grazie al sostegno costante della Fondazione Cariverona, mette a punto un’opera di restauro attenta e coerente, restituendo via via alla fruizione pubblica spazi espositivi, congressuali, sociali.

 

Informazioni

Robert Capa - Retrospective

Periodo
16 febbraio – 2 giugno 2019

Sede
Ancona, Mole Vanvitelliana – Sala Vanvitelli
Banchina Giovanni da Chio, 28

Orari
Da martedì a domenica 10.00 – 19.00
La biglietteria chiude un’ora prima
Lunedì chiuso.
Apertura straordinaria lunedì 22 aprile 10.00 – 19.00

Biglietti comprensivi di audioguida
Intero: 11,00 €
ridotto € 9,00 gruppi di minimo 12 persone, giornalisti non accreditati, titolari di apposite convenzioni e possessori di un biglietto per la mostra “From the street to the museum. Works of the Artist known as BANKSY” (Palazzo Campana di Osimo dal 29 marzo al 7 luglio 2019)
Ridotto speciale € 4,00 per ragazzi dai 6 ai 18 anni, scuole
Gratuito minori di 6 anni, disabili e accompagnatori, giornalisti accreditati, guide turistiche con patentino, docenti accompagnatori
Biglietto open € 12,00 valido per un ingresso in mostra dal 16 febbraio al 2 giugno 2019

Prevendita
1,00€ a persona

Visite guidate
info@museieducativi.it
Scarica la proposta didattica ideata per la mostra

Info mostra
mostre@civita.it

 

Ufficio Stampa

Comune di Ancona

Federica Zandri
T. + 39 071 2222321
federica.zandri@comune.ancona.it

Civita

Barbara Izzo
T. +39 06 692050220
b.izzo@operalaboratori.com

Magnum Photos Parigi

Corinne Nguyen
T. +0033 0153425028
corinne.nguyen@magnumphotos.com


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